“Galleria 686 – Temporary Art”

Dorsoduro 686 – 30123 Venezia
(Fondamenta Venier dei Leoni, di fronte al Museo Guggenheim)

dal 12 febbraio 2017

Orari - Opening hours

Lu - Mo chiuso - closed

Ma - Do

Thu - Sun

16:30 - 19:30

Le opere del maestro Miro Romagna, amato pittore veneziano della “vecchia guardia” (1927–2006) inaugurano il nuovo spazio espositivo dedicato all'Arte, ideato e realizzato dal figlio Stefano Romagna nell'immobile di proprietà di ESSSE Spa, in Fondamenta Venier dei Leoni a pochi passi dall'ingresso della collezione Peggy Guggenheim di Venezia.

Grazie alla collaborazione con ESSSE Spa di Arzignano (Vi), che ha ristrutturato e finanziato l'iniziativa culturale, apre un nuovo spazio polifunzionale dedicato all'arte nell'esclusivo itinerario che porta dalle Gallerie dell’Accademia, alle Galleria di Palazzo Cini, passando per la Collezione Peggy Guggenheim verso Punta della Dogana, conosciuto anche come “Venice Museum Mile”, passeggiata dedicata all'arte e alla cultura.

Un centinaio di metri quadrati ad uso espositivo ricavati dove in passato, negli anni sessanta, esisteva una piccola bottega di calzolaio, poi successivamente trasformata in abitazione. Un accurato ed elegante intervento di restauro, fa rinascere il civico 686 del Sestiere di Dorsoduro con l'obiettivo di aggiungere uno spazio di qualità dedicato alle esposizioni, utilizzabile anche in forma temporanea da artisti e galleristi.

Inaugura la galleria il pittore Miro Romagna, classe 1927, coetaneo di Tancredi Parmeggiani che proprio in questo periodo è presente con un importante retrospettiva nelle prestigiose sale del vicino Palazzo Venier dei Leoni, sede della Collezione Guggenheim, fino al 3 maggio 2017.  Due interpreti di diversi filoni pittorici, quello informale e quello più legato all'impressionismo veneto, che hanno caratterizzato la scena artistica veneziana degli anni '50.

La mostra vuole essere anche un omaggio ai maestri-amici di Romagna attraverso una nutrita raccolta di fotografie che testimoniano il vivace periodo artistico vissuto nelle innumerevoli gallerie d'arte di Venezia tra gli anni '50 e gli anni '80, immortalati negli scatti del fotografo Ermanno Reberschak.

Tra le varie testimonianze dell'epoca è esposto anche un piccolo ritratto che il pittore Romano Parmeggiani, fratello del più noto Tancredi, fece negli anni settanta all'amico Miro.


“...Miro Romagna uno degli ultimi pittori della Scuola veneziana, quella che ha caratterizzato molta parte dell’arte di veduta a Venezia nel Novecento, rivela tuttavia, anche in questa occasione, aspetti molto più complessi della sua personalità di artista. Innanzitutto la sua pittura en plein air, quella cioè delle incantate visioni veneziane e di laguna, è fatta di gesti pittorici nervosi, veloci ed espressivi, ed appare in effetti a volte perfino “antinaturalistica”, incurante della riconoscibilità della veduta. In alcuni casi è addirittura evidente che la sua pittura esplora terreni espressivi ai bordi della pura inoggettività, che solo un forte legame alla tradizione riconduce ad un personale neo “vedutismo”, riconoscendosi continuatore dei maestri che l’hanno preceduto.....Ne risulta una mostra davvero interessante che conferma le grandi qualità formali di un pittore veneziano che sarebbe riduttivo collocare semplicisticamente nell’ambito della pur rispettabile cosiddetta Scuola di Burano”. 

(Enzo Di Martino, 2009)


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